Una notte in Italia - Festival di cinema Italiano
LA CITTA' DI OLBIA


L'antichissima origine del popolamento umano in quest'area 
della Sardegna é testimoniata da innumerevoli resti preistorici, in 
particolare di epoca nuragica. Alle genti sarde si sostituirono poi i fenicied i  punici, e successivamente1 romani, che ingrandirono e potenziaronoenormemente il porto e la città cartaginese; Olbia divenne ricca e importante,grazie al fertile entroterra, alle iniziative produttive più varie esoprattutto alle esportazioni dei prodotti isolani verso lamadrepatria.


La decadenza iniziò, come per molti altri centricostieri sardi con le invasioni barbariche; in seguito, nel Medioevo, Olbia 
conobbe un nuovo periodo di prosperità, e fu sede dei giudici di Gallura,capitale del Giudicato col nome di Civita.Verso il '300, a causa della conquista aragonese 
dell'isola, la diminuita importanza del porto (venuti a mancare i commerci conla penisola) e l'incubo delle incursioni piratesche determinarono lospopolamento della città e di tutta la costa gallurese, che durò quattrosecoli, anche sotto la dominazione spagnola. Solo nell'ottocento venne un primo concreto accenno di 
nuovo sviluppo, quando fu riorganizzato il traffico portuale; in questo 
periodo la città si chiamava Terranova Pausania, e riassunse l'antico nomeromano di Olbia nel 1939.

VISITA

Dal corso Vittorio Emanuele e dalla v. 
Genova, sul lato del porto, si raggiunge in breve il corso Umberto, via principale della città, sempre animata per la tradizionale passeggiata degli olbiensi e (soprattutto, ma non solo, d'estate) di grandi folle di turisti.Sulla sinistra, all'inizio (verso il porto) del corso si vede il palazzo comunale in stile liberty; più avanti, a destra, fra i vicoli del centro storico si raggiunge la parrocchiale di S. Paolo, semplice ma interessante esempio di architettura gallurese del '700 (all'interno, altarilignei ed un pulpito intarsiato di scuola veneziana del sec. XVIII trasformato in ambone). 
Più avanti, nella piazza Regina Elena, si notano iresti di cisterne collegate all'acquedotto, che si estendeva tra questapiazza, la ferrovia e il porto ancor'oggi detto romano, posto in un ansa del 
golfo poco a nord dell'attuale (visibile dal cavalcavia che lo oltrepassa indirezione nord, verso le strade per Golfo Aranci ed Arzachena Costa Smeralda,cioè la ss 125).


Dalla via Porto Romano, lasciandosi adestra la v. delle Terme, si supera la ferrovia e si volta a sinistra,raggiungendo in breve la notevole chiesa romanica di S. Simplicio, uno deimonumenti medioevali più significativi dell'isola. Eretta in conci di granito 
alla fine del XI sec., fu poi modificata: del primo impianto si conserva laparte inferiore dei lati esterni ed alcune mensole delle navate laterali,all'interno. Queste mensole dimostrano appunto le successive modifiche operateper prolungare la navata, allorché la volta a capriate lignee fu sostituitacon l'attuale, a botte. Ciò non ha certo impedito che il fascino della semplice disadorna navata e del presbiterio, con la pietra grigia a vista, ole colonne ed i pilastri conservassero tutta la loro forzaarchitettonica.Ma la parte più bella del monumento é di certo lafacciata, anch'essa risalente alla seconda fase costruttiva, caratterizzata dainflussi pisani e lombardi in piacevole ed armonica mescolanza. Essa presenta 
una classica tripartizione con il portale, semplice, sovrastato da una 
trifora, e l'ornamento di una fila di archetti pensili o poggianti su lesene,secondo lo stesso motivo che segna tutti i lati dell'edificio.
Da S. Simplicio, superando di nuovo la ferrovia (si 
lascia a destra la statale per Tempio, pag, 153) e proseguendo verso sud, siesce dalla città per la via Roma, già principale accesso dalla ssl 25, ed orain buona parte sostituito nella sua funzione dalla moderna sopraelevata,grande ponte in cemento armato che supera il settore sud-occidentale del golfo olbiense, collegando la ss125 appunto, la strada per Oschiri e Sassari el'aeroporto alla citata via Genova. 

MANIFESTAZIONI

La festa principale di Olbia é S. Simplicio, il 17 
maggio (parte religiosa), con processione solenne 
(costumi, banda ecc.) il 15. 
Altre feste caratteristiche sono quelle campestri, presso le chiesette di S.Vittore, S. Mariedda e N. S. di Cabu Abbas, tra la primavera e l'estate;  l'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo organizza poi l'Estate Olbiense, con  varie manifestazioni a partire da fine luglio, in città e a Porto Rotondo.

DINTORNI

I dintorni di Olbia offrono un gran numero di 
possibilità per escursioni in auto e a piedi, verso zone di interesse 
archeologico, naturalistico e ovviamente balnearepanoramico, grazie allestupende aree costiere.

L'ENTROTERRA


Nella piana olbiense, detta piana del 
Padrogianu dal fiume che la attraversa, si trova un altro interessante 
monumento medioevale: il castello di Pedres o Pedreso, eretto a difesadell'entroterra, lungo la strada d'accesso verso l'antica capitale giudicale;rimangono una torre semi-crollata tratti delle mura, a circondare la sommitàdi un grosso roccione isolato e sopraelevato di una trentina di metri rispettoai pascoli circostanti: vi si accede dalla strada per Loiri (vedi), con unadeviazione a destra (segnalata). Dopo aver visitato il castello, proseguendosulla stessa strada sterrata per pochi m fino al primo bivio, prendendo asinistra e percorrendo circa 10 m. fino ad un cancelletto, in un prato fra 
alti olivastri a pochi m dalla stradetta si vede l'interessante tomba di 
giganti di Su Monte de s'Abe, in buono stato di conservazione, con esedra ecamera sepolcrale.
Altri monumenti preistorici rilevanti si incontrano sullato opposto (nord) del territorio: il più interessante e frequentato, data 
anche l'accessibilità, é il pozzo sacro Sa Testa (a destra della strada perGolfo Aranci, ben segnalato); fra le più tipiche costruzione del generenell'isola, é composto da quattro ambienti (cortile, vestibolo, scalad'accesso di 17 gradini che porta all' acqua e camera a tholos sopra il pozzovero e proprio) e probabilmente utilizzata per molti secoli, poiché durante loscavo  si rinvennero oggetti databili dall' età nuragica al Medioevo. 
Altra interessante escursione archeologica comincia dalla base del cavalcaviaferroviario di v. Galvani - v. dei Lidi (incrocio con semaforo all'inizio diviale Aldo Moro, importante arteria della zona di espansione settentrionale della città, nata negli ultimi decenni su un tratto ormai urbano della ss  125) 
alla base del quale si imbocca la stretta v. Mincio che costeggia la ferrovia,verso nord; si superano gli scarsi ma interessanti resti dell'acquedottoromano (lasciandoli a sinistra) e si perviene alla graziosa chiesetta di N. S,di Cabu Abbas m 43, alla base di aspre e solitarie colline; qui, un tempo, 
veniva prelevata l'acqua necessaria ad approvvigionare la Olbia 
romana. Uno dei colossali roccioni sovrastanti 
(quello di fronte, verso sud-est; sentiero d'accesso, fastidioso per la fittavegetazione nel tratto finale) regge il notevole castello nuragico di CabuAbbas m 245, insolita fortificazione adattata a luogo di culto con possentemuraglia di difesa, porte d'ingresso, nuraghe con pozzo sacrificale (detto favissa) all'interno; da evidenziare la porta settentrionale delle mura,veramente notevole, e il panorama su tutto il golfo olbiense e le collinesolitarie circostanti.
Se ci si sposta verso l'entroterra occidentale, si nota 
la mole del M. Pinu m 742 che domina la pianura; vi si accede deviando dallastrada per Telti e Tempio (citata precedentemente; per M. Pinu, cartelloindic., a destra) per salire in zona protetta dall'Azienda Forestale fino allacima, dove sopravvive un bosco naturale di pini marittimi, residuo di foresteun tempo molto più estese; oppure proseguendo oltre la periferia del quartieredi Orgosoleddu lungo la nuova strada per Priatu e Tempio; si passa vicino adalcune graziose chiesette campestri come S. Mariedda e S. Vittore, poi siprende a destra, alla base del costone montano, salendo rapidamente verso ilbellissimo stazzo di Muddizza Piana, in una cornice naturale moltointeressante per valore ecologico e panoramico, caratterizzata da una grande 
distesa di macchia mediterranea in tutta la valle del rio Toltu fino ai 
selvaggi costoni del M. Santo di S. Antonio di Gallura, ; ci si puòricollegare alla S. Antonio-Arzachena proseguendo sulla strada sterrata eprendendo a sinistra.
Probabilmente é però il settore settentrionale 
dell'entroterra olbiense a vantare le attrattive maggiori: infatti, con la 
strada ss 25 per Arzachena, lasciando a destra le deviazioni per le localitàbalneari, si sale velocemente sugli aspri costoni del M. Cugnana m 649,grandiosa e scoscesa cima dominio della vicinissima costa di Porto Rotondo edella poco più settentrionale Costa Smeralda. A 12 km dalla città si trova lostazzo Casagliana dal quale, con il permesso dei proprietari, si può accedereverso la montagna; raggiungere la cima é però escursione faticosissima eriservata ai più esperti, sconsigliabile d'estate: prendendo invece a destraverso la Costa Smeralda (2° bivio importante della ss 125 dopo Olbia; il primoé per Golfo Aranci e Porto Rotondo) si costeggia il Golfo di Cugnana in vistadel vasto insediamento di Porto Rotondo (vedi poi) e si sale, lasciandosi(ancora a destra) la deviazione per la strada panoramica della CostaSmeralda.